Milano

Meda

Il progetto riguarda la trasformazione di un appartamento di circa 120 mq all’ultimo piano di un edificio residenziale di nuova costruzione, nel quartiere Meda a Milano.

Intervenire su un organismo edilizio già definito significa confrontarsi con un sistema di vincoli distributivi, costruttivi e normativi che limita le possibilità di trasformazione. In questi casi il progetto non consiste tanto nell’imporre una nuova forma allo spazio, quanto nell’interpretare le condizioni esistenti e nel trasformare i limiti in occasioni progettuali. La particolare posizione dell’appartamento, aperto su più lati e circondato da ampie terrazze, ha suggerito di lavorare sul rapporto tra interno ed esterno, tra lo spazio domestico e il paesaggio urbano che lo circonda. L’abitazione assume così il carattere di un luogo sospeso sopra la città, dove la presenza costante della luce naturale e l’affaccio verso l’esterno diventano elementi centrali dell’esperienza quotidiana.

Il progetto ha cercato di rafforzare questa condizione attraverso una distribuzione semplice e leggibile e mediante la realizzazione su misura di tutti gli arredi fissi, concepiti come parte integrante dell’architettura interna. Più che occupare lo spazio, gli elementi d’arredo contribuiscono a definirne le relazioni e a costruire un ambiente unitario.

La luce, particolarmente intensa per l’esposizione e la posizione dell’alloggio, è stata filtrata attraverso tende leggere che ne attenuano l’abbagliamento e ne diffondono la presenza in modo uniforme. In questo modo gli ambienti vengono attraversati da una luminosità continua che accompagna i diversi momenti della giornata e mette in relazione tra loro gli spazi della casa.

Materiali e colori sono stati scelti per sostenere questa ricerca di equilibrio. Il pavimento in rovere naturale, gli arredi nelle tonalità del legno, dei grigi chiari e del verde salvia, costruiscono un’atmosfera sobria e luminosa, nella quale alcuni episodi puntuali – come le carte da parati floreali che accompagnano il percorso verso la zona notte – introducono variazioni percettive senza alterare l’unità complessiva dell’intervento. Più che un esercizio di interior design, il progetto ricerca una qualità dell’abitare fondata sulla misura, sulla continuità tra gli spazi e sul dialogo costante tra la dimensione domestica e la città. Una condizione in cui luce, materia e paesaggio urbano concorrono alla costruzione di un ambiente essenziale, pensato per essere vissuto nel tempo.

 

 

 

 

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